
Energia, Imprese e Mezzogiorno: da Bari la sfida per una nuova competitività
Andrea Esposito, Direttore Nazionale FenImprese: «Il costo dell’energia incide direttamente sulla capacità delle imprese di competere. Serve una strategia nazionale che unisca autonomia energetica, rinnovabili, sicurezza idrica e sviluppo dei territori».
BARI – Energia, competitività e sviluppo del Mezzogiorno sono stati al centro dell’Assemblea Triennale 2026 di FenImprese Bari, dedicata al tema “Sovranità Energetica. Imprese, territorio e futuro del Mezzogiorno”.
Un appuntamento che ha riunito la struttura territoriale di FenImprese, i vertici associativi, rappresentanti delle categorie produttive e del mondo istituzionale, con l’obiettivo di mettere al centro le esigenze delle imprese e trasformarle in proposte concrete.
Nel corso dell’Assemblea è stata inoltre confermata la guida territoriale di FenImprese Bari, con Paolo Scicutella Presidente, Antonella Cramarossa Vicepresidente e Stefano Occhiogrosso Direttore.
Tra gli interventi centrali della giornata quello del Direttore Nazionale FenImprese, Andrea Esposito, che ha dedicato la propria relazione al rapporto sempre più stretto tra costo dell’energia, capacità di investimento e competitività del sistema produttivo.
«La questione energetica non riguarda più soltanto le bollette. Riguarda direttamente la capacità delle nostre imprese di competere, investire, innovare e creare occupazione. Un’azienda che sostiene costi energetici superiori rispetto ai propri concorrenti internazionali parte inevitabilmente svantaggiata».
Per le piccole e medie imprese, in particolare, la crescita dei costi energetici può tradursi in minori margini, minore capacità di programmazione e maggiori difficoltà nell’affrontare nuovi investimenti.
IL MEZZOGIORNO DA CONSUMATORE A PROTAGONISTA DELL’ENERGIA
Secondo Esposito, la risposta non può essere affidata esclusivamente a interventi emergenziali. Occorre lavorare su una strategia di lungo periodo capace di rafforzare la produzione nazionale di energia, diversificare le fonti e ridurre l’esposizione del sistema produttivo alle oscillazioni dei mercati internazionali.
«Il Sud dispone di sole, vento, territorio, agricoltura, competenze e capacità imprenditoriali. Dobbiamo trasformare queste risorse in energia, investimenti, occupazione e soprattutto in un vantaggio competitivo per le imprese che operano nei nostri territori».
In questa prospettiva, la transizione energetica non dovrebbe rappresentare un ulteriore costo a carico delle aziende, ma diventare parte di una più ampia politica di sviluppo industriale.
Fotovoltaico, eolico, idroelettrico, sistemi di accumulo e valorizzazione energetica delle biomasse possono contribuire alla costruzione di un modello più diversificato e resiliente. Un ruolo può essere svolto anche dal comparto agricolo, attraverso la valorizzazione dei residui delle lavorazioni e di risorse oggi non pienamente utilizzate.
ACQUA ED ENERGIA NELLA STESSA STRATEGIA
Nel corso del proprio intervento, il Direttore Nazionale FenImprese ha richiamato anche la necessità di affrontare in maniera integrata due questioni sempre più strategiche per il Paese: energia e disponibilità delle risorse idriche.
Esposito ha proposto di valutare un piano nazionale per una rete diffusa di piccoli e medi invasi, fino a 10.000 nuove infrastrutture, da realizzare esclusivamente nelle aree tecnicamente e ambientalmente idonee e privilegiando soluzioni a ridotto impatto sul territorio e sul paesaggio.
L’obiettivo sarebbe quello di attribuire a queste infrastrutture una funzione multipla: raccogliere acqua nei periodi di maggiore disponibilità, sostenere il settore agricolo durante le fasi di siccità e, laddove tecnicamente possibile, contribuire anche alla produzione idroelettrica e ai sistemi di accumulo mediante pompaggio.
«Dobbiamo cominciare a considerare acqua ed energia all’interno della stessa strategia nazionale. Raccogliere l’acqua quando è disponibile e conservarla per quando manca; produrre energia quando è possibile e accumularla per quando serve».
Una rete diffusa di infrastrutture di questo tipo potrebbe quindi contribuire a una più ampia strategia di sicurezza energetica e idrica, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle aree nelle quali la scarsità d’acqua incide sempre più sull’agricoltura, sulle imprese e sullo sviluppo dei territori.
LE PMI AL CENTRO DELLE SCELTE ENERGETICHE
Un altro punto evidenziato da Esposito riguarda la necessità di valutare ogni politica energetica anche in funzione dell’impatto prodotto sulle micro, piccole e medie imprese.
Sono proprio queste realtà, infatti, ad avere generalmente minori possibilità finanziarie e organizzative di assorbire improvvise variazioni dei costi.
«Le imprese chiedono certezze. Servono scelte che consentano di programmare e investire. FenImprese vuole continuare a portare la voce degli imprenditori ai tavoli istituzionali».
La competitività delle PMI diventa quindi uno dei parametri attraverso cui misurare l’efficacia delle future politiche energetiche e industriali.
DALLA RAPPRESENTANZA ALLA PROPOSTA
L’Assemblea di Bari ha rappresentato anche un momento di confronto sul ruolo che FenImprese intende rafforzare nel rapporto tra territori, aziende e istituzioni: non soltanto raccogliere le difficoltà del sistema produttivo, ma trasformarle in proposte concrete.
È su questo passaggio che Esposito ha insistito nella parte conclusiva del proprio intervento.
«Il Mezzogiorno non deve chiedere assistenza, ma condizioni per competere. Energia a costi sostenibili, infrastrutture, credito, innovazione e una strategia industriale di lungo periodo possono trasformare le nostre potenzialità in sviluppo reale».
La sfida energetica assume così una dimensione più ampia, diventando parte della sfida economica e industriale del Paese. Ridurre l’incidenza dei costi energetici, rafforzare la sicurezza delle forniture e creare condizioni favorevoli agli investimenti significa aumentare le possibilità delle imprese di crescere e competere.
In questa prospettiva, il Mezzogiorno può assumere un ruolo centrale nella nuova strategia energetica italiana, trasformando le proprie risorse naturali e produttive in opportunità di sviluppo per le imprese e per i territori.
Andrea Esposito
Direttore Nazionale FenImprese

