FenImprese Luca Mancuso: Tassazione al 70% per le imprese. Lavoriamo come soci di minoranza per lo Stato.

foto luca mancuso

Le aziende italiane soffocano nelle spire del fisco e della burocrazia. E – quel che è peggio – in un modo che non ha pari in nessun altro paese d’Europa, con grave danno per la competitività sui mercati. Sarà pur vero dunque che, come ha recentemente dichiarato il premier, «la priorità di questo governo è abbassare le tasse sul lavoro per far lavorare più giovani», ma finora di cali delle tasse, così come di significative semplificazioni burocratiche, non s’è vista neanche l’ombra. Per quanto riguarda la burocrazia «Negli ultimi anni per complicare la vita delle imprese» sono state varate «qualcosa come circa 300 norme fiscali, un numero pari al 58,7 per cento di tutte le disposizioni di natura tributaria (491) introdotte attraverso tanti provvedimenti». C’è poi il solito capitolo dedicato alla pressione fiscale: quella sulle famiglie e i cittadini ha raggiunto il 44,6 per cento, quella sulle imprese anche il 70 per cento». Ogni 100 euro guadagnati da un imprenditore, in pratica, 70 li incassa il fisco. A chi lavora e produce lavoro, invece, restano 30 euro. Tutto questo mentre in Germania la pressione fiscale sulle imprese è pari al 46,8 per cento, in Spagna del 38,7 e nel Regno Unito del 35,5 per cento. Che il regime fiscale italiano si fosse esteso nel tempo in maniera incontenibile, fino a esplodere in un’indigeribile costellazione di tasse, imposte e gabelle si sapeva, ma quello che è più avvilente è l’immobilismo della politica che promette e non mantiene. In ogni meandro della vita civile, infatti, si annida un obolo da destinare allo Stato. Tra parentesi quando metti in piedi una (re)pressione fiscale del genere, con tanto di fustigazione pubblico-mediatica, come minimo lo STATO, le sue istituzioni e la sua burocrazia DOVREBBERO ESSERE IRREPRENSIBILI ed EFFICIENTI, dovrebbero erogare servizi ad un elevato livello di qualità.

E’ illusorio pensare che la lotta all’evasione fiscale possa avere successo senza un parallelo processo di restituzione fiscale: servono allo scopo precisi meccanismi di restituzione ai contribuenti in regola delle maggiori imposte riscosse attraverso la lotta all’evasione e all’elusione.

FenImprese lavorerà insieme a tutti i soggetti preposti per migliorare il sistema tributario. Diminuire i circa 220 giorni di lavoro all’anno che servono alle imprese per pagare le tasse. Chi fa impresa deve essere tutelato e non martoriato. Vogliamo dare dignità a chi imprende, a chi da posti di lavoro, a chi genera economia, perché senza tutto questo non esiste futuro.

 

MANCUSO LUCA

PRESIDENTE

Ufficio Stampa

FenImprese

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